Concimi, ne occorreranno meno ma più intelligenti

Mariano Alessio Vernì di Mariano Alessio Vernì

L'associazione internazionale dei produttori di fertilizzanti si è riunita a Berlino per l'86esima conferenza annuale: tre giorni di incontri e conferenze per inquadrare il prossimo futuro del settore a livello mondiale.

Dopo quasi 30 anni trascorsi a interessarsi di concimi, è difficile descrivere la delusione che si prova quando si capisce che non servono agronomia, scienza, tecnologia, ricerca o biologia per "guidare" i mercati del futuro.
Purtroppo è quello che ci è accaduto partecipando alla Conferenza annuale dell'Ifa - Associazione internazionale dei produttori di concimi tenutasi a Berlino nei giorni scorsi: il mercato viene indirizzato dalle scelte politiche.

Stiamo parlando, sia chiaro, dei concimi di largo consumo per l'apporto dei principali elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio e zolfo) fortunatamente, per quanto riguarda i prodotti di nicchia, restano valide le conoscenze sopra elencate.
In realtà non è certo una novità che le scelte politiche influenzano i consumi dei concimi ma quest'anno la cosa ci è apparsa in tutta la sua drammaticità. In effetti non c'è area del mondo in cui non si preannunciano importanti novità che, direttamente o indirettamente, possono avere ricadute sui consumi dei concimi per i prossimi anni.

C'è invece una cosa che ci ha piacevolmente sorpreso, sembra che non si racconti più la storia che per sfamare 9 miliardi di persone occorrano più fertilizzanti. Anzi sembra che, come andiamo dicendo da diversi anni, occorreranno meno concimi ma molto più "intelligenti": efficienza ed efficacia sono le nuove parole d'ordine.

Per chiudere la sintesi, ci sembra opportuno segnalare che l'altro abusato cavallo di battaglia dell'economia circolare sia limitato al Vecchio Continente e che il resto del mondo se ne guardi bene dal menzionarla.

Ciò premesso, andiamo in dettaglio ad illustrare alcuni dei principali temi trainanti del mercato dei concimi di largo consumo.
Una sigla di cui si sentirà parlare spesso in futuro: E10. Si tratta di un ambizioso programma cinese che prevede di rendere obbligatorio aggiungere il 10% di etanolo alle benzine di tutta la Cina entro il 2020. Per produrre questo biocarburante occorreranno enormi quantità di mais e/o di canna da zucchero, in entrambi i casi si tratta di numeri in grado di muovere l'economia agricola di intere nazioni.

Ad esempio, nel caso della canna da zucchero, il Brasile dovrebbe aumentare la sua produzione di oltre il 20% per soddisfare la richiesta cinese. Restando in tema di biocarburanti, anche lo stesso Brasile ha un progetto denominato RenovaBio che richiederebbe incrementi nell'ordine del 2-3% delle produzioni agricole.

Sempre la politica, quella cattiva questa volta, è all'origine del cambiamento del mercato ucraino. A causa dei problemi con la Russia sono stati cacciati dal Paese alcuni produttori e, tra il 2013 ed il 2017, l'Ucraina è passata dall'essere un Paese prevalentemente dedito all'esportazione a dover oggi dipendere per oltre il 60% dalle importazioni.
Restando in tema di politica cattiva citiamo, infine, l'esempio della guerra dei dazi tra Usa e Cina e di quello che potrebbe significare per la soia. La Cina importa circa i due terzi della soia movimentata nel mondo e impegna per il 75% l'export brasiliano mentre gli Usa ne esportano il 57%.
Nel caso in cui decidesse di non acquistare più dagli Usa, lo squilibrio di mercato coinvolgerebbe oltre 25 milioni di tonnellate di soia.

Probabilmente non per tutti sarà immediata la relazione tra gli scenari sopra descritti e i consumi di concimi. Nondimeno è sotto agli occhi di noi italiani la riduzione dell'impiego di concimi azotati conseguente al calo dellasuperficie seminata a granoturco che è passata da oltre un milione di ettari a poco più di 700mila, una parte dei quali destinata a biogas.

Quando si parla di consumi mondiali di concimi ci riferiamo a circa 185 milioni di tonnellate di nutrienti (N,P2O5, K2O) nel periodo 2015 - 2016 e 2017 - 2018 e anche piccole variazioni possono avere importanti ricadute sullo scenario internazionale. Abbiamo citato l'ambizioso programma E10 che potrebbe comportare, da solo, un aumento della domanda di un ulteriore milione di tonnellate di nutrienti.
Per il resto saranno India e Brasile a guidare, da soli, il modesto incremento mondiale, l'Europa sarà tendenzialmente stabile in occidente e con una modestissima crescita nella parte più orientale del Continente. I consumi italiani 2018, infine, sono previsti in lieve recupero relativamente al 2017 che, a sua volta, segnò una flessione a due cifre rispetto al 2016(annata in generale positiva).

Tra qualche settimana, una volta raccolti i dati forniti durante la conferenza, l'associazione diffonderà le previsioni di medio termine che saranno parzialmente visibili sul sito, seppur in forma aggregata.

Fonte: Agronotizie

https://agronotizie.imagelinenetwork.com/fertilizzanti/2018/06/26/concimi-ne-occcoreranno-meno-ma-piu-intelligenti/59269?utm_campaign=newsletter&utm_medium=email&utm_source=kANSettimanale&utm_term=634&utm_content=3552

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